Danzatrice, attrice, regista e arteterapeuta, dal 2012 collabora con l’Associazione Culturale ArteStudio, curando attività laboratoriali, formative e organizzative.
La sua pratica si sviluppa nell’incontro tra arti sceniche, intervento sociale e percorsi educativi, con una particolare attenzione ai contesti di fragilità e alle dinamiche interculturali.
Lavora in scuole, istituti penitenziari di Roma e del Lazio, REMS, comunità psichiatriche, centri per persone senza dimora, servizi di neuropsichiatria infantile e realtà territoriali delle periferie romane, tra cui Corviale e Vigne Nuove. Nell’ambito delle migrazioni ha maturato un’importante esperienza nella progettazione e conduzione di laboratori artistici e performativi presso il CARA di Castelnuovo di Porto e in diversi centri di accoglienza per migranti, utilizzando il teatro e la danza come strumenti di incontro, dialogo e valorizzazione delle differenze culturali.
La sua ricerca pone al centro il corpo come luogo di memoria, identità e relazione. Attraverso il teatro-danza e le pratiche espressive, crea spazi in cui persone provenienti da contesti linguistici, culturali e sociali differenti possano comunicare oltre la parola, riconoscersi reciprocamente e costruire nuove forme di appartenenza. In questo lavoro l’arte assume una funzione sociale e trasformativa: il valore dell’esperienza non risiede nel prodotto finale, ma nel processo creativo condiviso, capace di generare ascolto, consapevolezza, inclusione e possibilità di cambiamento.
ArteStudio è un’associazione culturale attiva da oltre trent’anni nell’ambito della cultura, dell’arte e dell’intervento sociale fondata da Alba Bartoli e Riccardo Vannuccini. Attraverso il teatro, la danza e le arti performative realizza progetti rivolti a persone che vivono condizioni di fragilità, promuovendo inclusione, partecipazione e benessere individuale e collettivo.
Nel corso degli anni ha collaborato con numerose istituzioni pubbliche e private, tra cui Ministeri, Università, ASL, Enti locali, organizzazioni internazionali e istituti penitenziari, sviluppando interventi in carceri, comunità terapeutiche, servizi di salute mentale, centri per persone senza dimora, quartieri periferici e contesti educativi.
Particolarmente significativa è l’attività svolta nell’ambito delle migrazioni e dell’asilo. ArteStudio ha realizzato laboratori, spettacoli e percorsi formativi con richiedenti asilo, rifugiati e migranti in Italia e all’estero, collaborando con realtà quali UNHCR, INTERSOS e il Consiglio Italiano per i Rifugiati. Tra i progetti più rilevanti figurano gli interventi nei CARA di Castelnuovo di Porto, Gradisca d’Isonzo e in numerosi centri di accoglienza, oltre alle esperienze internazionali in Libano, Giordania, Palestina, Iran e Tunisia. In questi contesti il teatro e il lavoro sul corpo diventano strumenti di dialogo interculturale, espressione personale, ricostruzione della memoria e rafforzamento dei legami sociali.
L’approccio di ArteStudio si fonda sulla convinzione che il processo creativo rappresenti uno spazio di cura, ascolto e trasformazione, in cui l’arte non è soltanto produzione culturale ma anche pratica sociale.