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Senegal: Protagonismo dei giovani nella promozione della salute sessuale e riproduttiva

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Una nuova testimonianza dal Senegal di Patrizia Fiocchetti di Arci Solidarietà, raccolta a Pikine Est, nella provincia di Dakar, dove ha incontrato realtà giovanili impegnate nella promozione della salute sessuale e riproduttiva.
L’incontro si è svolto in collaborazione con Energia per i diritti umani, associazione attiva sul territorio, ed è dedicato all’esperienza del centro Espace Jeunes, parte del programma internazionale Healthy Cities for Adolescents.
Questo contributo nasce dal dialogo con Oulinata Gueye, educatrice e attivista, e racconta il protagonismo delle giovani generazioni nei percorsi di informazione, prevenzione e tutela dei diritti.

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Sono state le madrine di quartiere a indicarmi l’Espace Jeunes dove si svolgono attività di informazione rivolta ad adolescenti e giovani sulla salute sessuale e riproduttiva.
Il centro, ospitato all’interno della sede del Dipartimento della Salute di Pikine, consiste in un’ampia stanza con pareti dipinte a murales dai colori sgargianti indicativi delle attività che vengono svolte, alcune postazioni di computer e un ampio tavolo ovale al centro. Ad attendermi accompagnata dal vicepresidente e le civiliste di Energia per i diritti umani Oulinata Gueye, attivista ed educatrice che studia informatica all’università di Dakar.

Espace Jeunes esiste dal 2012, ce ne sono sedici sparsi nei vari distretti di Dakar. Ci occupiamo di diverse tematiche: la violenza di genere, l’igiene, la salute riproduttiva e sessuale e le affrontiamo sia con le ragazze che i ragazzi. Particolare attenzione la poniamo sul tema della salute mestruale e seguiamo le adolescenti nel momento in cui hanno il primo ciclo. Molto spesso le ragazze non sono preparate a questo sviluppo naturale, tanto da non essere in grado di mettere gli assorbenti, per non parlare di gestire il dolore.

Per quanto riguarda i matrimoni forzati precoci?

Portiamo avanti campagne di sensibilizzazione, lavorando con gruppi di giovani ma anche con i loro genitori e gli anziani della comunità così da spiegargli le conseguenze di carattere sanitario che possono colpire le giovani nel caso di matrimonio precoce.

Molte madri si rendono conto dei rischi che correrebbero le loro figlie non ancora maggiorenni.

Avere una gravidanza quando sono ancora in giovane età le spaventa non appena prendono coscienza dei rischi a cui le figlie andrebbero incontro.

A Dakar, comunque, la realtà dei matrimoni forzati precoci non è così drammatica come nelle zone rurali dove, invece è una pratica diffusa.

Ci rechiamo nelle zone rurali del Senegal e svolgiamo attività di sensibilizzazione affiancando le colleghe che vivono nei villaggi. La nostra attenzione è rivolta chiaramente alle adolescenti ma non trascura l’approccio intergenerazionale interno alla comunità.

Come reagiscono gli uomini che partecipano alle vostre iniziative? Oulinata sorride.

Le nostre equipe sono miste e non è raro che in coppia facciamo attività di sensibilizzazione. Abbiamo sperimentato la maggiore efficacia che incoraggia la presa di coscienza di padri, fratelli e futuri mariti. Si cerca di coinvolgerli nelle terribili conseguenze che colpirebbero le donne della loro vita. Devo ammettere che il lavoro con gli uomini sta dando i primi frutti.

Si organizzano gruppi di circa quindici persone alcune volte divise per genere altre in forma mista e si parla di salute sessuale.

Non sono informati sulla tipologia di malattie sessualmente trasmissibili e sugli effetti che potrebbero procurargli. Se ne accorgono tardi, quando l’hanno già contratta. Gli parliamo quindi, dell’utilizzo dei metodi di contraccezione sia maschile che femminile e, in special modo, dell’importanza del preservativo quale metodo di salvaguardia della salute propria e della partner.

Ci mostra un simpatico pieghevole in lingua wolof, dove immagini spiegano l’uso corretto e quello sbagliato.

Oulinata spiega che è importante l’attività di divulgazione dei metodi di contraccezione anche per prevenire le gravidanze, soprattutto con la legge di modifica sul diritto all’aborto ferma in Parlamento da tempo e di cui non sono previste date per il dibattimento.

Al primo incontro, consigliamo l’astinenza dai rapporti sessuali. Ma questa indicazione non sempre è ben accolta. Nella nostra sede, su richiesta, è possibile ritirare gratuitamente i preservativi, un’azione che non facciamo mai negli incontri esterni poiché verrebbe vista con sospetto e rischieremmo di non essere più credibili agli occhi delle comunità.

Per quanto riguarda le mutilazioni genitali femminili, avete incontrato ragazze che le hanno subite?

Certo, ma non è facile venirne a conoscenza poiché le donne hanno paura a denunciare. Non si fidano, però organizziamo attività di sensibilizzazione in collaborazione con altre associazioni. Il tema viene aperto parlando delle attività in favore della salute sessuale e riproduttiva e si affrontano le conseguenze che tale pratica provoca nell’arco di tutta la vita di chi la subisce, del dolore fisico e psicologico. Ascoltano, sono molto attente ma difficilmente si aprono in una situazione collettiva temendo il giudizio del gruppo. Accade, invece, che in diverse ci contattino dopo, in forma privata. Chiaramente, proprio come i matrimoni forzati precoci, questa pratica è più diffusa nei villaggi e lì ci sono associazioni che portano avanti attività di informazione e sensibilizzazione. Insomma, si avanza a piccoli passi.

Il lavoro che le educatrici di Espace Jeunes portano avanti è volontario.

E’ un problema non ricevere finanziamenti. Il precedente governo li prevedeva, ma l’attuale li ha cancellati. Non sono sicura del motivo, probabilmente dipende dai tagli ai fondi di US Aid.

Oulinata si accommiata, deve recarsi a lezione. Le chiedo se ha una storia che in qualche modo l’ha particolarmente colpita.

Sì. Ricordo una ragazza di 12 anni che aveva subito violenza sessuale. E’ venuta da me chiedendo che l’aiutassi ad avere giustizia e ci siamo riuscite grazie al lavoro fatto con la Boutique des Droits. Questa storia mi ha molto segnata. Le abbiamo dato coraggio, l’abbiamo sostenuta nella denuncia, per lei era molto difficile e doloroso, d’altronde era così giovane.

Hai ancora contatti con la ragazza?

Certo. Non è solo un’amica ma anche d’ispirazione a continuare.